SEZIONI:
Per
leggere una selezione di articoli d’informazione e di
riflessione tradotti in italiano, sintonizzatevi sul
lavoro del collettivo di volontari ZEITUN.
|
Ilan Pappé
Abbiamo anticipato nella Home-page una
intervista molto importante di settembre
2024 allo storico israeliano Ilan Pappé.
Nato nel 1954 ad Haifa da famiglia
ashkenazita tedesca, trasferitasi negli anni
’30 in Palestina per sfuggire alle prime
persecuzioni naziste, Pappé si laurea
all’Università Ebraica di Gerusalemme nel 1978
e poi si reca ad Oxford per studiare storia.
Il suo dottorato di ricerca, che consegue nel
1984, approfondisce il tema della politica
estera britannica verso il Medio Oriente.
Infatti, a partire dai primi anni ’80, molti
documenti classificati vengono resi
accessibili agli studiosi dai governi
britannico e israeliano. Pappé si dedicherà
negli anni successivi allo studio del periodo
della nascita dello stato di Israele e
dell’espulsione e della fuga dei palestinesi
dalla propria terra, in particolare nel
’48-’49. Dal 1984 al 2006 è docente di storia
presso il Dipartimento di Storia del Medio
Oriente e il Dipartimento di Scienze Politiche
dell’Università di Haifa. A causa delle sue
posizioni estremamente critiche verso il
governo israeliano e della sua adesione alla Palestinian
Campaign for the Academic and Cultural
Boycott of Israel, il rettore
dell’Università di Haifa chiese pubblicamente
che Pappé scegliesse volontariamente le sue
dimissioni dall’università mentre anche alla
Knesset (il Parlamento israeliano) veniva
pronunciata una richiesta di licenziamento dal
ministro dell’educazione.
Alla fine, nel 2007 Pappé sceglie di
abbandonare definitivamente il suo paese per
esiliarsi volontariamente in Inghilterra ed
attualmente insegna storia nella Facoltà di
Studi umanistici, Arti e Scienze sociali
dell’Università di Exeter e afferisce
all’Istituto di Studi Arabi ed Islamici; è
inoltre direttore dell’European Centre for
Palestine Studies dell’Università di
Exeter.
1) Di alcuni dei suoi libri,
pubblicati in Italia, si è già detto. In
particolare, raccomandiamo ancora quel
libro indispensabile, “Brevissima storia del
conflitto tra Israele e Palestina”, pubblicato
da Fazi Editore. L’ultima sua opera è in realtà
un corposo volume di 600 pagine pubblicato in
giugno 2024 da OneWorld
Publications (Londra), “Lobbying
for Zionism, on Both Sides of the
Atlantic” (non ancora tradotto in
italiano); un libro che ha richiesto anni di
lavoro. Pappé lo ha presentato a Londra presso
la Cordoba Foundation. Abbiamo estratto la
presentazione di Pappé in quell’incontro, ecco
il video.
Si tratta di un documento molto interessante,
per cui abbiamo provveduto alla trascrizione e
alla traduzione in italiano: questo è il file.
2) Importanti sono due
articoli di Pappé pubblicati di recente, il
primo per la New Left Review (21
giugno 2024, London UK), Il collasso del sionismo
e il secondo per Al-Jazeera
(Opinions, 7 ottobre 2024), Israele dopo il 7 ottobre.
Consigliati.
|
Francesca Mannocchi
Introduciamo qui una
giornalista e scrittrice coraggiosa, Francesca
Mannocchi, che fa della sua professione
un impegno civile: sempre in partenza per i
luoghi difficili e martoriati della nostra
contemporaneità, dove la storia si fa
sofferenza e dove solo una profonda umanità
può permetterle di avvicinarsi.. per
raccontare fatti e persone con disarmante
sincerità.
Cercheremo di mostrare il suo lavoro e la
sua testimonianza preziosa attraverso i suoi
servizi televisivi più importanti.
Immediatamente
dopo l’attacco in territorio israeliano del
7 ottobre 2023 da parte di 2–3 mila
miliziani delle brigate combattenti,
affiliate ai movimenti politici principali
della Striscia di Gaza (Hamas, Jihad
islamico ed altri), Israele sigilla la
Striscia e scatena una distruzione umana e
materiale senza precedenti nella storia più
recente. A nessun giornalista è permesso di
entrare nel territorio di Gaza. Francesca
Mannocchi parte immediatamente per Tel Aviv
e per la Cisgiordania. Dopo i primi
collegamenti in video in ottobre nella
trasmissione “Propaganda Live” de LA7, una
volta rientrata in Italia presenta di
persona i suoi servizi.
Il 3 novembre 2023, Francesca mostra i primi
4 servizi. Non possiamo nascondere che è
stata una grande emozione. Qui per comodità
sono suddivisi in 2 parti: Parte_1
(32 minuti) e Parte_2
(22 minuti e mezzo).
Nella Parte_1 viene mostrato un
primo servizio da Tel Aviv, dove c’è
un presidio permanente dei parenti degli
ostaggi sequestrati dai miliziani di Hamas;
ci sono anche i sopravvissuti ai raid nei kibbutz
che erano molto vicini al confine con la
Striscia di Gaza. Questi kibbutz (in
realtà, al plurale è kibbutzim)
erano abitati per lo più da pacifisti, non
ostili ai palestinesi. Un secondo servizio,
assai breve, è senza parole: sono immagini
girate da un operatore palestinese a Gaza
City, in un ospedale, tra le vittime
dei pesanti bombardamenti dell’IDF (Israel
Defense Forces, l’esercito israeliano). Fa
impressione vedere gli edifici ancora in
piedi. Il terzo servizio mostra la vita a Hebron
(Al Khalil per i palestinesi). Viene
raccontata da un gruppo di ragazzi e da
alcuni abitanti soggetti alle pesanti
restrizioni da parte dell’esercito e alle
continue violenze e umiliazioni da parte dei
coloni. La città, la maggiore della
Cisgiordania, è divisa in 2 parti, H1 e H2:
è opportuno dare un’occhiata alla mappa_1
e alla mappa_2.
Nelle mappe sono chiaramente visibili i
molteplici insediamenti colonici, quelli
incastrati nel mezzo della Città Vecchia e
quello, ben più ampio, di Kiryat Arba (quasi
8 mila abitanti) che incombe ad Est. A
Kiryat Arba vive Itamar Ben-Gvir
e vi è sepolto Baruch Goldstein,
dei quali avremo modo di parlare ancora ( ora è disponibile
nella pagina iniziale il LINK ad un ottimo
documentario su Arte.tv). Gli abusi
dei coloni vengono costantemente monitorati
dalla Ong israeliana B’Tselem,
“Il Centro di informazione israeliano per i
diritti umani nei territori occupati”; a
questa dedicheremo un focus particolare.
Francesca manifesterà un’attenzione
crescente alla realtà dei coloni, che ci
permetterà di comprendere meglio questo
gruppo così importante della popolazione
israeliana (la parola inglese è più precisa:
settlers, “quelli che si insediano”).
Nella Parte_2 viene mostrato il
quarto servizio, dalla città più a nord
della Cisgiordania, Jenin, e più
precisamente dal suo campo profughi: qui
sono soprattutto i bambini a parlare.
|
|